Pavimento radiante d’estate: raffresca davvero?

Posa di pavimento radiante caldo/freddo a basso spessore in un'abitazione a Canicattì

Chi pensa al pavimento radiante di solito pensa all’inverno: calore uniforme e niente termosifoni. In Sicilia però la domanda che ci fanno più spesso è un’altra: d’estate rinfresca davvero? La risposta è sì, se l’impianto è progettato per il caldo/freddo. In questa guida ti spieghiamo come funziona, cosa aspettarti e quali limiti conoscere prima.

Come fa un pavimento a raffrescare

Il principio è lo stesso dell’inverno, al contrario. D’estate una pompa di calore reversibile manda nelle tubazioni sotto il pavimento acqua fresca, in genere tra 15 e 18 °C. Il pavimento si raffredda di qualche grado e assorbe il calore della stanza, delle pareti e delle persone.

Non ci sono getti d’aria fredda: il fresco arriva in modo uniforme e silenzioso, senza unità interne a vista. Se l’impianto è caldo/freddo, d’estate usi le stesse tubazioni e la stessa pompa di calore dell’inverno.

Posa di pavimento radiante caldo/freddo a basso spessore in un'abitazione a Canicattì
Pavimento radiante caldo/freddo a basso spessore in fase di posa – abitazione a Canicattì

Quanto raffresca davvero

Conviene essere onesti: il pavimento radiante non funziona come un condizionatore. Non porta la stanza a 20 °C in pochi minuti, ma tiene la casa fresca e confortevole per tutta la giornata, togliendo il calore in modo graduale.

  • Comfort costante: la temperatura resta stabile, senza sbalzi tra una stanza e l’altra.
  • Rende di più acceso a lungo: il pavimento ha inerzia, quindi lavora meglio con continuità che acceso e spento.
  • Potenza limitata: per evitare la condensa il pavimento non può scendere troppo di temperatura, quindi il fresco che può dare ha un limite.
  • Nelle giornate più calde o nelle stanze molto esposte al sole (grandi vetrate, sottotetti) può servire un aiuto in più, per esempio con dei fan coil.

La condensa: il punto da progettare bene

D’estate l’aria è umida. Se il pavimento diventa più freddo del cosiddetto punto di rugiada, sulla superficie si forma condensa, come su un bicchiere d’acqua fredda. Per questo un impianto caldo/freddo fatto bene ha sempre:

  • sonde di temperatura e umidità nelle stanze, che controllano le condizioni dell’aria;
  • una regolazione che alza la temperatura dell’acqua quando l’umidità sale, così il pavimento resta sempre sopra il punto di rugiada;
  • un sistema per deumidificare l’aria.

Il pavimento, da solo, raffresca ma non toglie l’umidità. Ed è proprio l’umidità a rendere afose le giornate estive: quando la togli, la sensazione di fresco migliora molto anche con qualche grado in più.

Deumidificatori o fan coil?

Per togliere l’umidità ci sono due strade, spesso usate insieme:

  • Deumidificatori da incasso: lavorano insieme al pavimento, tolgono l’umidità e danno un piccolo aiuto in più al raffrescamento.
  • Fan coil: si collegano allo stesso impianto ad acqua, deumidificano e danno una spinta di fresco più rapida nelle stanze più calde.

In una villa a Raffadali, per esempio, abbiamo collegato al collettore del pavimento radiante caldo/freddo anche dei fan coil: così le stanze più esposte hanno una marcia in più nei giorni di caldo intenso.

Collettore per pavimento radiante caldo/freddo con aggiunta di fan coil in una villa a Raffadali
Collettore per pavimento radiante caldo/freddo con aggiunta di fan coil – villa a Raffadali

Si può fare anche in una casa già abitata?

Sì. Oltre ai sistemi tradizionali, adatti alle nuove costruzioni e alle ristrutturazioni complete, esistono i pavimenti radianti a basso spessore: occupano pochi centimetri e permettono di avere il caldo/freddo anche dove il pavimento non si può alzare molto.

È la soluzione che abbiamo usato in un’abitazione a Canicattì, mentre in una villa a Mussomeli abbiamo realizzato un impianto caldo/freddo tradizionale. Il sopralluogo serve proprio a capire quale sistema è adatto alla tua casa.

Realizzazione di pavimento radiante caldo/freddo a basso spessore in un'abitazione a Canicattì
Realizzazione pavimento radiante caldo/freddo a basso spessore – abitazione a Canicattì

Quanto consuma d’estate

Il pavimento radiante raffresca con acqua non troppo fredda, e per la pompa di calore è un vantaggio: lavora in condizioni più favorevoli rispetto a quando deve produrre acqua o aria molto fredde. I consumi reali dipendono da isolamento, esposizione, superficie e da come viene regolato l’impianto.

In più, d’estate il caldo arriva proprio quando il sole è più forte: con un impianto fotovoltaico gran parte dell’energia per raffrescare la produci da solo. Pompa di calore, pavimento radiante e fotovoltaico insieme sono una combinazione molto efficiente.

Pavimento radiante o condizionatori?

Non sempre bisogna scegliere tra uno e l’altro. In breve:

  • Pavimento radiante caldo/freddo: ideale se costruisci o ristrutturi. Un solo impianto per tutto l’anno, invisibile e silenzioso, con un comfort molto uniforme.
  • Climatizzatori: la scelta più rapida ed economica se il riscaldamento ce l’hai già e vuoi solo il fresco, o se non puoi intervenire sui pavimenti.
  • Soluzione mista: pavimento radiante più fan coil o un climatizzatore nelle stanze più calde, per avere il meglio di tutti e due.

Per un quadro generale leggi anche il nostro articolo Pavimento radiante: pro, contro e quando conviene.

Domande frequenti

D’estate il pavimento radiante fa venire freddo ai piedi?

No. D’estate il pavimento resta solo qualche grado sotto la temperatura della stanza: si sente fresco e piacevole, non freddo.

Posso usare il pavimento radiante per il fresco senza deumidificare?

Si può far lavorare con acqua meno fredda, ma il risultato è limitato e nelle giornate umide c’è il rischio di condensa. Per un raffrescamento vero consigliamo sempre di gestire anche l’umidità.

Un pavimento radiante solo caldo si può trasformare in caldo/freddo?

Dipende dall’impianto: servono una pompa di calore reversibile, una regolazione con sonde di umidità e un sistema per deumidificare. Con un sopralluogo ti diciamo se e come si può fare.

Va bene anche con il parquet?

Sì, se il parquet è adatto ai pavimenti radianti. Il tipo di pavimento si valuta già in fase di progetto, perché cambia la resa dell’impianto.

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